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Agnese racconta RIPA

Mi chiamo Agnese, ho 52 anni, due figli, sono una volontaria di Ripa da qualche anno, da più tempo anche volontaria alla Protezione Civile.

Ho conosciuto il progetto RIPA durante un mio percorso spirituale: è una struttura di accoglienza che accoglie giovani in difficoltà e organizza varie attività di condivisione basate sulla relazione.

Gli ospiti, a seconda dell'età, possono riprendere il loro cammino in un clima di fraternità: la concretezza del fare, dell'accoglienza, del mettere in pratica la condivisione, la fratellanza, le relazioni autentiche che si vivono, l’impegno, sono di grande insegnamento per tutti, non solo per gli ospiti, ma anche per noi volontari.

Ogni ospite di RIPA è seguito in un percorso personale: c'è chi sta terminando gli studi e, grazie alla stabilità datagli dal progetto, è diventato più consapevole delle sue peculiarità su cui poter contare per il futuro. E c'è chi è stato aiutato nell'orientamento al lavoro e ora sta

raggiungendo, a piccoli passi, una piena autonomia.

Senza ombra di dubbio mi sento di dire che il progetto RIPA faccia molto

di più, anche inconsapevolmente, di quello per cui è nato.