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La testimonianza di Chiara, volontaria

Sono a Roma da circa un anno e il mio incontro con Ripa dei Settesoli è stato sicuramente voluto da qualcuno lassù.

Appena trasferita andavo in Chiesa ogni Domenica in un posto diverso, poi mio padre mi ha detto che proprio dietro casa mia c’era questa Chiesa meravigliosa con una statua del Bernini, San Francesco a Ripa, e ho iniziato a frequentarla.

Dopo poco ho deciso di seguire con loro il cammino per la Porta Santa e, mentre da piazza San Francesco giungevamo a piedi a San Pietro, ho raccontato a fra Roberto, responsabile del Progetto Ripa, che avevo contattato chiunque a Roma per fare volontariato ma che nessuno mi aveva risposto: la sua risposta è stata “Perché era scritto che venissi da noi”.

Mi ha spiegato che i Frati Francescani minori avevano costituito una onlus per supportare un centro di accoglienza per persone bisognose e che il centro si trovava accanto alla Chiesa; erano in cerca sempre di nuovi volontari e così ho promesso che sarei andata la settimana successiva. Da quella settimana non ho più smesso.

Faccio volontariato come posso poiché viaggio molto per lavoro. Quando sono a Roma svolgo servizio in cucina aiutando gli ospiti a cucinare, servendo i pasti e poi rimettendo in ordine la cucina; a distanza seguo la loro comunicazione, cerco occasioni per dare visibilità al progetto e, per il mio compleanno, ho chiesto a tutti i miei amici di fare una donazione invece di farmi un regalo.

Chiedo a tutti se hanno dei lavoretti da fargli fare e cerco di essere presente nella vita dei ragazzi che ho incontrato. In realtà, non c’è nessuno sforzo in questo.

Alcuni degli ospiti sono ragazzi meravigliosi, pieni di vita e con dei sorrisi pieni di speranza. Stare con loro fa bene al cuore e non faccio che imparare cose nuove, alcuni sono italiani e altri stranieri, ma in ogni caso, ascoltare le loro esperienze e il loro modo di pensare non fa che arricchirmi.

Certo, non è sempre rosa e fiori, e ci sono momenti difficili. A volte un ospite si smarrisce e bisogna essere molto forti per capire cosa è giusto: per fortuna i Frati sono sempre pronti all’ascolto e sanno sempre indicarti il modo migliore per gestire le complessità che ti si presentano. Insomma, non sei mai solo.

E’ un lavoro meraviglioso quello fatto dai Frati della Chiesa di San Francesco a Ripa ed è la vera dimostrazione di una vita fatta sulle orme di San Francesco.

Una delle cose più belle è la possibilità che danno ai ragazzi di rimanere se stessi: quando c’è stato il Ramadan, ad esempio, tutti hanno posticipato la cena per andare incontro alle esigenze dei musulmani. Per loro non si serve carne di maiale e si fa in modo che non tocchino gli altri piatti.

E’ lodevole anche che vadano a fondo sui desideri e le potenzialità di ognuno, spingendoli a fare di più e meglio, secondo le proprie capacità e non secondo delle regole prefissate. Insomma, i ragazzi sono guidati e accompagnati nel loro cammino di rinascita ma mai forzati, ho trovato questo approccio estremamente delicato e giusto.

Vorrei che tutti venissero a prestare servizio almeno per qualche giorno per vedere con i loro occhi quanto Amore c’è nella casa di Ripa dei Settesoli, una sorgente continua alla quale chiunque si può abbeverare.

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